Assistenza per prove biologiche sui cosmetici

Assistenza - Prove biologiche sui cosmetici

analisiUn cosmetico, in funzione della sua composizione e della sua destinazione d’uso, richiede una accurata scelta professionale in relazione alle prove biologiche necessarie per valutarne la stabilità, la carica microbica, il periodo di post apertura ed altro ancora. Noi siamo in grado di aiutare le varie Aziende produttrici e distributrici a scegliere, di volta in volta, il metodo di analisi più efficace e adatto da eseguire su un determinato prodotto per la sua valutazione. Allo scopo, lo Studio Finesi ha stabilito una collaborazione con qualificati tecnici del settore, per offrire un'assistenza  nell'espletamento dei seguenti accertamenti:

  • Analisi Aspergillus niger
  • Analisi Candida albicans
  • Analisi E. coli
  • Analisi Pseudomonas aer.
  • Analisi Staphylococcus aureus
  • Carica microbica aerobica
  • Challenge Test
  • Conta lieviti e muffe
  • In use test
  • PAO

La contaminazione microbica

(Come previsto da “THE SCCP'S NOTES OF GUIDANCE FOR THE TESTING OF COSMETIC INGREDIENTS AND THEIR SAFETY EVALUATION” 9TH REVISION adottato nella riunione plenaria del 27 dicembre 2015)

muffeLa contaminazione microbica di un prodotto cosmetico, può verificarsi durante la sua produzione e/o riempimento oppure durante l'uso del cosmetico da parte del consumatore finale.

Al fine di garantire la qualità del prodotto e la sicurezza per il consumatore, è necessario effettuare analisi microbiologiche di ogni lotto di prodotto finito che viene immesso sul mercato. In alcuni casi giustificati (ad esempio un contenuto di alcool etilico > 20% p/p), il test sul prodotto finito non è necessario (ISO 29621, 2010).

I parametri esaminati, i criteri, i metodi utilizzati ed i risultati ottenuti per ciascun lotto devono essere specificati correttamente nella relazione PIF.
Nella pratica, la SCCS evidenzia due categorie di prodotti cosmetici:

  • categoria 1: i prodotti specificamente destinati ai bambini, sotto i 3 anni di età, da impiegare nella zona degli occhi e sulle mucose;
  • categoria 2: altri prodotti.

In linea generale, è normalmente accettato che le UFC (Unità Formanti Colonia) dei microrganismi aerobi mesofili non debbano superare:

- 100 UFC/g o 100 UFC/ml nella categoria 1
- 1000 UFC/g o 1000 UFC/ml nella categoria 2.

Challenge Test

La conservazione di un prodotto cosmetico deve essere valutata sperimentalmente in modo da garantire sia la sua stabilità microbica che la sua conservazione durante l' utilizzo. Ciò avviene tramite il “Challenge Test”. Questo test è obbligatorio per tutti i prodotti cosmetici che, in normali condizioni di stoccaggio e di utilizzo, possono deteriorarsi o contaminare il consumatore.

Normalmente, il “Challenge Test” viene eseguito secondo quanto riportato nell' ultima edizione della “European Pharmacopoeia” oppure nella “US Pharmacopoeia”.

Tuttavia, non essendoci una specifica norma che indica quale metodologia si debba impiegare,  spetta alla persona responsabile di decidere quale test si debba utilizzare per fare il “Challenge Test” (ad esempio l' “In use test”).

P.A.O - Periodo dopo l'apertura

PAOUn  prodotto cosmetico dopo un certo periodo dall’apertura si può deteriorare a causa della contaminazione con microrganismi o per la degradazione fisico‐chimica del prodotto stesso. Il deterioramento potrebbe provocare danni per il consumatorei, diminuire l'efficacia del prodotto stesso ed ancora compromettere la sicurezza per la salute umana (come ad esempio i prodotti solari per la protezione dai raggi UV). Per questo il periodo dopo l'apertura - PAO -  deve essere riportato sull’etichetta del prodotto obbligatoriamente.

I metodi pertinenti che possono essere utilizzati per determinare il periodo di post apertura da riportare su di un prodotto sono svariati. Il criterio adottato dallo Studio Finesi, in collaborazione con i Tecnici del laboratorio di analisi, è quello di effettuare una valutazione del PAO sulla base del test di “invecchiamento accelerato”, ad una temperatura di 40 °C ± 2 °C e umidità relativa (UR) al 75%, a cui si affiancano le seguenti prove:

a) test chimico-fisici: variazione dell'aspetto, pH, viscosità, shock termico, prova alla centrifuga;
b) test microbiologici predittivi ed in uso: conta microbica totale in piastra, conta lieviti e muffe.

 

 

Chi è online

Abbiamo 25 visitatori e nessun utente online

Archivio

Questo sito NON utilizza cookie di profilazione e neppure quelli di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”.